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mercoledì 1 aprile 2015

PRIMO APRILE 2015, THE DAY AFTER

Primo aprile, tutti gli O. P. G. sono chiusi da ieri, anche se con “slittamenti”.
Infatti il movimento va nel senso della chiusura.

Non ho scritto nulla in questo periodo per vari motivi e letto anche poco, talvolta troppo infastidito da ciò che trovavo. Per esempio, c'è stato un articolo recente de “Il Mattino di Napoli” che dava un profilo di “M.”, ricoverato all’O. P. G. di Napoli, una persona realmente molto disturbata a livello psichico e purtroppo autore nel passato di atti di violenza, anche uno veramente tragico in un altro O. P. G. dove evidentemente non è stato curato bene, ma che viene descritto nell’articolo come un mostro muto e ancora pronto a fare stragi. La fonte è una persona presentata come ben informata (dice: ho seguito "M." per dieci anni) e infanga soltanto una persona in grave difficoltà e il lavoro competente e amorevole del personale dell’O. P. G. di Napoli che ha ottenuto buoni risultati.
Perché questo? Perché il giornalismo non può dare le buone notizie anche quando toccano universi difficili e non senza problemi come gli O. P. G.? perché i giornalisti non verificano le notizie che pubblicano?
Perché sopratutto certe persone millantano notizie false? A chi giova? All’ideologia? Agli amici che vedono arrivare soldi usufruendo delle risorse travasate da una struttura ad un’altra?
Da cappellano scadente a cappellano ormai scaduto non voglio fare processi e nemmeno bilanci esaustivi.

Mi piace però, un po’ fuori dal coro, rilevare alcuni fatti, forse piccoli ma reali.

C'è un gran lavoro di pittura e messa a posto in questo periodo all’O. P. G. da parte della M.O.F., il servizio di manutenzione. Se l’O. P. G. fosse stato chiuso un mese fa, avremmo restituito al carcere di Secondigliano una struttura chiaramente in migliore stato di come è stata trovata circa 7 anni fa, ma in un clima che può incitare al disimpegno c'è un atteggiamento di impegno fino alla fine contrario e questo è bello. Questo atteggiamento è simbolico dell’impegno fino alla fine, giorno dopo giorno, a servizio delle persone malate, di tanti che lavorano all’O. P. G. di Napoli.

Un altro fatto, un "fioretto". Due giorni fa mi trovo davanti “G.”, appena di ritorno dalla comunità dove era stato messo meno di un anno fa. Vuole la radiolina di Radio Maria. “Ma come, noi stiamo per chiudere domani e tu ritorni? Non stavi bene in comunità?” – “Beh … , lì era pieno di malati…”.

Quanto tempo durerà lo “slittamento”? A partire da oggi aspettiamo il trasferimento di una ventina di detenuti ricoverati in O. P. G. alla sezione psichiatrica tutta nuova del carcere di Secondigliano. Per il resto ci aspettiamo una chiusura progressiva, sezione dopo sezione. In quanto a date nessuno è in grado di precisare anche se sembra che sarà, questa volta, solo questione di mesi. Anche se non c'è una scadenza realmente affidabile è già un grande cambiamento. Infatti quando sono arrivato sei anni fa gli O. P. G. erano già chiusi per legge dall’anno precedente, ma la legge non prevedeva scadenze e nessuno pensava che dovesse attuarsi.
Questa volta non solo si chiude ma, sopratutto, è stato già toccato parzialmente lo statuto giuridico di questi nostri amici anche se questo aspetto non è stato portato a termine.

Intanto stiamo preparando le celebrazioni della Pasqua ormai vicina.

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