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lunedì 18 giugno 2012

PER DEVOZIONE DEL PERSONALE E DEI RICOVERATI

Il primo giugno abbiamo inaugurato un'edicola con la statua del Sacro Cuore di Gesù. L'idea è venuta ad un agente quando è stato abbattuto un albero. Ha fatto tagliare il tronco in modo da poter accogliere una piccola cappella. L'inaugurazione, con lo scoprimento di una targa, la piantumazione di un piccolo Ulivo, albero simbolo della Pace, è stato un momento molto intenso al quale hanno partecipato la Direzione, il personale e i ricoverati. I brani della Scrittura, letti mentre camminavamo in processione, dicevano che, malgrado tutte le differenze tra noi e i vari motivi che ci hanno portato a spendere una parte della nostra vita in questa struttura, siamo un corpo solo e che il progetto di Dio ci edifica tutti insieme, soprattutto quando i più forti, a tutti i livelli, si prendono cura dei più deboli.


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domenica 17 giugno 2012

CIO' CHE VORREMMO SEMPRE VEDERE

Il 13 giugno siamo andati con un gruppetto di internati al mare a Lago Patria. Arrivando sulla spiaggia  ho scattato questa foto. Questo vorremmo sempre vedere: i cancellli aperti e dietro i cancelli aperti, la spiaggia e il mare o qualunque situazione di vera libertà. Posso dire che è stata una bellissima giornata. Qualcuno non usciva dal carcere da 12 anni! Per tutti loro è stato l'occasione di vedere il mondo di fuori, la gente, di tufarsi nell'acqua, di   ritrovare la sensazione dei piedi nudi sulla sabbia. "I'd rather feel the earth beneath my feet", cantavano Simon and Garfunkel. A proposito, mi sembra che troppi di noi, malgrado gli avvertimenti dei medici riguardo alle allergie crescenti, ecc., sono vittime più o meno coscienti di una mentalità che ci allontana ogni giorno maggiormente dalla vita naturale: questo non protegge l'uomo dalle malattie e dai pericoli, anzi, lo indebolisce sempre di più sul piano fisico e psichico.

giovedì 7 giugno 2012

28 GIUGNO, GRANDE TEATRO ALL’O. P. G.

il gruppo teatrale dell’O. P. G. presenterà il 28 giugno alla presenza di un pubblico scelto la commedia che ha preparato durante questi mesi. Purtroppo alcuni degli attori non hanno la possibilità di uscire[1] per cui la rappresentazione si farà “intramuros”, nel teatro dell’O. P. G. Ma non sarà senza pubblico, malgrado l’orario improvvido (le 13). Oltre gli amici internati e il personale, che potranno partecipare, la Direzione inviterà amici che hanno qualche interesse per l’O. P. G. e sono spesso già benefattori della nostra piccola realtà, pregandoli di mettere da parte ogni impegno e di venire per incoraggiare i nostri attori. È anche un’occasione semplice per aver un contatto concreto con la realtà dell’O. P. G. entrando per un paio d’ore all’interno stesso dell’Istituto. Penso che, anche se breve, questa piccola incursione possa servire ad abbattere i muri dell’ignoto, dell’indifferenza o del timore di fronte all’O. P. G.


[1] In genere perché non sono definitivi. È un aspetto legale insuperabile anche se, riguardo alla persona non significa nulla, in particolare non indica nessun grado di pericolosità.
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lunedì 4 giugno 2012

GITA A VISCIANO IL 24 MAGGIO

 Un grazie grande grande come il nostro cuore ai Padri della Redenzione di P. Arturo (già Servo di Dio a sei anni dalla morte beata) che hanno accolto alcuni di noi nell'Eremo camaldolese di Visciano. P. Arturo l'ha raccolto dalla comunità camaldolense che doveva lasciarlo, e gli ha conservato il suo carattere di centro di silenzio e di spiritualità, pur aprendolo al suo carisma missionario.
Dal Belvedere scopriamo il Vesuvio da un lato per noi napoletani inconsueto, scopriamo l'archittettura monastica (abbiamo visitato un eremo trasformato in museo per spiegare tutta la vita eremitica) la chiesa e l'allevamento didattico, le api, la cantina dove si fa il vino dell'eremo, l'erboresteria, e

venerdì 1 giugno 2012

ROBBA DA MATTI

Da qualche giorno un nostro amico porta tutto fiero un nuovo paio di occhiali bianchi, che gli donano veramente. L’unica cosa che colpisce il nostro senso abitudinario è che questi occhiali sono … senza i vetri!!!

All’inizio del mio servizio all’O. P. G. un internato mi chiama e mi dice:
“dammi una sigaretta, ma la voglio guadagnare, ti racconto una barzelletta…”.
-          “ok! Ben volentieri!”.
-          “c'era una volta un signore che entra in O. P. G. si guarda intorno, vede un matto e gli chiede: “quanti matti siete qui dentro?”. E quello gli risponde: “Dentro i matti si contano, fuori non si contano…”.

A proposito di quanti matti stiamo dentro e fuori, un altro amico è tornato all’O. P. G., evaso dalla comunità dove avrebbe dovuto trovare una sistemazione degna, lontana dall'orrore degli O.P.G. È scappato quattro giorni fa. Portava addosso gli stessi calzini da quindici giorni, i piedi pieni di vesciche, era completamente scompensato segno che il trattamento non era certamente idoneo.
Purtroppo non è il primo a far così ritorno all’O. P. G. perché si trovava meglio in O.P.G. che in comunità e questo ci fa tanto male, per loro e per il lavoro che facciamo.

venerdì 25 maggio 2012

TELEVISORI

Vi abbiamo chiesto televisori e avete risposto subito. Gli internati ringraziano. Pubblico la lettera che mi hanno fatto firmare per un fatto burocratico perché  evidenzia la vostra generosità. Se c'è ancora in giro a casa vostra o di amici qualche televisore di piccole dimensioni (14 - 18 ", senza decoder) che non serve, siamo grati di poterlo ricevere (mi potete chiamare sul cellulare: 338 395 10 07). I televisori erano quasi tutti rotti e adesso pian piano le stanze ricominciano ad essere fornite. In tutto, avete dato finora 33 televisori. Non sapevo che esistevano tante marche differenti!

lunedì 21 maggio 2012

PARTENZA PER IL CIELO

Un altro amico se n'è andato. Arresto cardiaco, salvato con il defibrillatore e la pronta reazione del personale ha potuto essere portato in ospedale, munito di pace maker e vivere ancora un mese.
Ma poi la sua situazione generale critica ha avuto il sopravvento. Aveva più di sessant'anni.
Appena ho saputo che era in ospedale gli ho portato l'olio degli infermi. Il Vangelo che ho aperto chiedendo al Signore una Parola per illuminare la situazione di questo fratello mi ha colpito:
Ecco quello che ha fatto per me il Signore, togliendo la mia vergogna di fronte agli uomini.

UNA RIFORMA A COSTO ZERO PER UN'ITALIA MIGLIORE

L'episodio che voglio raccontare ha i connotati particolari degli O. P. G. ma riguarda tutti gli istituti penitenziari.
Un nostro amico, che chiamo Antonio, oggi è una persona perfettamente innocua grazie alla terapia che segue e viene ammesso a vari benefici, come le uscite accompagnate. Ad inizio aprile lo porto, assieme ad altri otto, a fare una gita sulle falde del Vesuvio con pranzo in una parrocchia dei dintorni. Usiamo un normale pulmino e non il cellulare delle trasferte verso i tribunali. Ci sono quattro accompagnatori. Nessuna guardia penitenziaria. Non ce n'è bisogno.
Pochi giorni dopo, la mamma, ammalata da tempo, precipita, e la famiglia chiede che Antonio venga a vederla un’ultima volta. Ma il Giudice di Sorveglianza è assente per un motivo legittimo e solo lui può dare la licenza. La mamma muore mentre si aspetta con

ODORI


Uno psichiatra di lungo corso mi ha riportato questa espressione tradizionale nell’ambito psichiatrico: “odore di fumo e di piscio: on est chez nous!” (in francese nel testo, come si dice).
A questo riguardo come siamo messi nell’O. P. G. di Napoli?
Odore di fumo senz’altro, odore di piscio no! Certo, abbiamo alcuni pazienti che non sono continenti e qualcuno non si fa volentieri la doccia. Certo l’odore, alle otto la mattina nelle corsie è diverso dalle ore successive, così come a prima mattina si trovano cicche a terra un po’ ovunque, ma non è quel odore che caratterizza ad ogni momento della giornata alcune strutture. Tutto è pulito due volte al giorno, grazie alle nostre OSA e alla buona volontà che sanno suscitare in alcuni pazienti.

Con l’odore fantastico che si sprigiona dalle piante in quest’ora della notte in cui scrivo, dopo la bella pioggia che è caduta poco fa, ho ancora più nostalgia di un O. P. G. che possa veramente odorare di natura e di libertà.
Oggi ho portato un piccolo ulivo che pianteremo accanto ad una statua del Sacro Cuore in questi giorni e cerchiamo di fiorire e rendere sempre più verde il nostro luogo di vita. Ma l'equità vuole che si renda omaggio fin d'ora agli sforzi che si fanno in questa struttura per mantenere i nostri pazienti in un ambiente pulito e con decoro per il vestiario personale.
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martedì 8 maggio 2012

UN NOSTRO AMICO INTERNATO SCRIVE AL CARDINALE

Caro Cardinale Sepe, vorrei dirLe che mi ha fatto molto piacere incontrarLa nel carcere di Secondigliano O. P. G.
Vorrei essere vicino alla gente come lo fa Lei.
Si ricordi che Dio è più vicino che mai. Essendo l’uomo d’indole cattiva soffriamo l’indifferenza. Lei con la sua bontà aiuta molto la nostra gente di Napoli e questo è un bene che fa verso chi sofre. Io nel mio piccolo aiuto gli altri nel O. P. G. a cercare una via d’uscita dal carcere, spiegando che la cosa più bella della nostra vita è la libertà. E io nel mio cuore prego il Signore anche a parole mie.
Che Dio onnipotente ci doni la vita eterna.
Un saluto
Firmato: -NN, dal O. P. G. di Secondigliano

credo che nella sua freschezza, questa lettera che mi ha affidato un internato per il Cardinale parli - molto - da sé.

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